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itridemocratica
"I HAD a dream"


Diario


18 marzo 2009

Elezioni amministrative 2009 Udc piglia tutto Igor Ruggieri, candidato del Pd, cede a Forte


Il candidato dell’Udc a Itri e Lenola èTatarelli, lo dice Forte
di Irene Chinappi da "Il Territorio"

«Nel collegio elettorale di Itri – Lenola – Campo dimele, l’Udc il proprio candidato per le prossime elezioni provinciali già ce l’ha, ed è l’assessore provinciale al bilancio e alla programmazione Giuseppe Tatarelli che è dal 1994, prima con il Ccd e poi con l’Udc, che condivide con noi lo stesso percorso politico». A dichiararlo è il segretario provinciale dell’Udc Michele Forte, smentendo così le voci che davano per certa la candidatura di Igor Ruggieri, tra l’altro candidato probabile della lista di centro sinistra.
«La dirigenza provinciale ha sempre investito su Tatarelli, che all’interno della giunta Cusani si è sempre distinto per serietà e professionalità, occupandosi con grande competenza dell’assessorato al bilancio. Sarebbe davvero inspiegabile e incoerente, da parte nostra, rinunciare alla sua candidatura per puntare su qualcun altro.
Trovo quindi fuorvianti alcune notizie che non hanno altro intento se non quello di creare zizzania e confusione all’interno del nostro partito. Ci fa invece sicuro piacere – conclude Forte - che attorno all’Udc eal progetto della Costituente di Centro si registri un notevole interesse sia da parte di numerosi esponenti del Pd, evidentemente delusi dalla politica portata avanti dal loro partito, sia da parte di rappresentanti del Pdl che iniziano a guardare con attenzione al nostro innovativo progetto.»

Udc piglia tutto
Igor Ruggieri, candidato del Pd, cede a Forte

di Irechina da "Il Territorio"
Colpo di scena all’interno del Partito Democratico di Itri. Le voci che danno per certa la scelta di Igor Ruggieri, di candidarsi nella lista dell’Udc con Michele Forte, si sono concretizzate quando martedì sera il rappresentante locale del Partito Democratico ha preso ufficialmente parte alla Costituente di Centro che ha riunito nell’aula Bruno Zauli di Formia il senatore Michele Forte, suo figlio Aldo e Ciriaco De Mita.
Un coup de théatre davvero inaspettato, visto che meno di due settimane fa il direttivo locale del Pd aveva votato all’unanimità proprio la candidatura di Igor Ruggieri nella lista per le elezioniprovinciali. Lui, lusingato, aveva risposto che ci avrebbe pensato. Poi, nei giorni successivi, l’ipotesi del “tradimento” si era iniziata a far largo negli ambienti politici fino alla palese conferma, l’altro ieri sera, della nuova alleanza.
La mossa di Ruggieri non sarà senza conseguenze. Innanzitutto alivello locale, dove il quadro politico che si era delineato dopo le elezioni comunalli del 2006 è stato totalmente stravolto, con la sconfitta definitiva dei partiti di sinistra e la rimonta dell’Udc che oggi è, al fianco di Forza Italia, il primo partito della città (ne fanno parte Aristide Iacotucci, Mario Petrillo, Pietro Di Mascolo e Igor Ruggieri). Il partito azzurro conta infatti 4 rappresentanti e non più 5(Paolo Stamegna aveva scelto la strada dell’indipendenza), e altrettanti ne conta il partito di centro dopo l’arrivo di Ruggieri.
La grossa perdita, invece, èquella della lista civica, tendente a sinistra, “Itri sei tu” che se nel 2006 contava 5 membri, oggi ne conta solo 2 (Italo La Rocca e Giovanni Ialongo), con la dipartita di Piero Ruggieri (indipendente), Luca Iudicone (Pri) e, infine, Igor Ruggieri.
Quanto allo scenario provinciale, la probabile candidatura di Ruggieri sotto l’egida di Michele Forte scansarebbe la figura di Giuseppe Tatarelli, nominato assessore nella giuta Cusani.



Gaetano




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13 febbraio 2009

Carte false e villa abusiva, cinque denunce

Il Messagero
Venerdì 6 Febbraio 2009


Autorizzazione e condono, atti di vendita, tutto rigorosamente falso. E’ sulla base di documenti con firma apocrifa che si stava realizzando, a Itri, l’ampliamento di un fabbricato a uso agricolo da trasformare in residenza di lusso. I carabinieri della stazione, però, appurato che qualcosa non quadrava hanno denunciato per abusivismo, tentata truffa e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, opere di ampliamento in difformità alla concessione edilizia ed assenza della prescritta tabella i proprietari della struttura, romani di 52 e 56 anni, un impiegato del Comune di Itri di 55 anni e i titolari dell’impresa, anche loro di Itri, di 58 e 32 anni. Proprio il dipendente del Comune vendeva, con firme apocrife, un terreno in località “Magliana” di proprietà della nipote. Gli acquirenti, a loro volta, con altre firme false, iniziavano i lavori su un fabbricato ad uso agricolo trasformandolo in villa bifamiliare, in difformità alla concessione edilizia concessa ed alla richiesta di condono, accertata a sua volta falsa. L’immobile, del valore approssimativo di 250.000 euro è stato sottoposto a sequestro.
Si tratta dell’ennesima operazione contro l’abusivismo portata a termine dai carabinieri del comando provinciale di Latina, in particolare nel sud pontino.


Latina Oggi
Venerdì 6 Febbraio 2009

Itri, denunciate 4 persone di Roma ed un impiegato del Comune
Carte false per l’abuso
Iter col trucco per acquistare un terreno e realizzare i lavori
di Maria Sole Galeazzi
FIRME false ed abusi edilizi denunciate dai carabinieri di Itri 5 persone. E tra queste c’è anche un impiegato comunale. Questa volta, quella che poteva rivelarsi una vera e propria truffa era stata architettata molto bene. Le indagini svolte dai carabinieri di Itri coordinati dal dal comandante Giovanni Persico sarebbero partite dall’attività di un impiegato del comune R.P. 55enne del luogo che, approfittando delle proprie qualifiche ha venduto con firme false un terreno in località Magliana di proprietà della nipote 34enne del luogo. Gli acquirenti, C.L. 56enne e P.M. 52enne entrambi di Roma, apponendo altre firme false avevano poi iniziato i lavori su un manufatto preesistente ovvero un deposito agricolo. Un classico, se si parla di abusi edilizi soprattutto ad Itri. I nuovi proprietari dell’immobile stavano infatti realizzando una villetta bifamiliare, giusto qualche piccola modifica al deposito. Ovviamente il tutto era stato realizzato in difformità alla concessione edilizia concessa ed alla richiesta di condono, accertata peraltro falsa. E qui entrano in gioco anche altre due persone ovvero C.A.
58enne e C.A. 32enne del luogo, titolari dell'impresa edile che stava eseguendo i lavori. Insomma una vicenda ingarbugliata che però non è passata inosservata ai militari dell’Arma che dopo avere avviato i primi controlli hanno smascherato la presunta truffa. L’impiegato comunale, i due acquirenti del terreno ed i titolari della ditta dei lavori sono stati denunciati per violazione, tentata truffa e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, opere di ampliamento in difformità alla concessione edilizia ed assenza della prescritta tabella. L’immobile del valore di circa 250mila euro è stato successivamente posto sotto sequestro.
Proseguono quindi le attività di monitoraggio da parte dei carabinieri di Itri, per contrastare il fenomeno dell’abusivismo edilizio un lavoro che nei mesi scorsi aveva portato i militari dell’Arma anche all’interno dell’ufficio tecnico del comune. Ed è proprio con la collaborazione del personale dell’Utc che è stato possibile risalire a diversi casi di abuso e violazione delle norme edilizie soprattutto per quanto riguarda le richieste di condono. Documenti spesso contraffatti dai proprietari degli immobili, una pratica questa che che sembra essere piuttosto diffusa soprattutto tra acquirenti spesso di fuori, che costruiscono ad Itri la seconda casa.


Il Territorio

La truffa del consigliere
Aveva venduto un terreno spacciandolo per edificabile, denunciato
di Irene Chinappi

Aveva venduto un terreno sul quale sorgeva un deposito agricolo, assicurando agli acquirenti che avrebbero senz’altro potuto trasformarlo in una graziosa villetta. E invece non era così. Autore della truffa sarebbe un 58enne che, oltre a ricoprire il ruolo di consigliere comunale dell’ opposizione, di professione fa il perito geometra. Certe cose, dunque, avrebbe dovuto conoscerle bene.
Einfatti, secondo i carabinieri della stazione di Itri che lo hanno smascherato, il 55enne era del tutto consapevole delle sue azioni. Tant’è che è stato denunciato per il reato di tentata truffa e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. La scoperta i militari del maresciallo Giovanni Persico l’hanno fatta proprio visitando il terreno in località Magliana, dove i nuovi proprietari avevano avviato un cantiere per trasformare il deposito in villetta bifamiliare.
Ebbene, le opere di ampliamento sono risultate in difformità alla concessione edilizia e non c’era nemmeno la tabella prescritta.
Assieme al geometra consigliere sono stati denunciati i nuovi proprietari, un 56enne e una 52enne di Roma oltre ai titolari dell’impresa edile che stava eseguendo ilavori, un 58enne e un 32enne del luogo. Indagando sull’abuso, poi, i carabinieri hanno ricostruito la vicenda. Il consigliere in sostanza, approfittando delle proprie qualifiche, aveva venduto con firme apocrife il terreno di proprietà della nipote 34enne del luogo. Questi con altre firme apocrife avevano iniziato i lavori sul fabbricato ad uso agricolo già esistente, trasformandolo in villa bifamiliare, in difformità alla concessione edilizia concessa ed alla richiesta di condono, che peraltro è risultata essere falsa.
L’immobile, del valore approssimativo di 250mila euro, è stato sottoposto a sequestro.

Latina Oggi
Sabato 7 Febbraio 2009
Itri, l’intervento del sindaco Agresti
Abusivismo edilizio, il Comune è parte lesa
di M.S.G.
ABUSI edilizi, il comune è parte lesa. E' quanto fa sapere il sindaco di Itri Giovanni Agresti a pochi giorni dall'ennesimo sequestro di un immobile abusivo, un'operazione condotta dai carabinieri.
Come in altri casi, anche per questa vicenda, i proprietari dell'immobile avrebbero contraffatto firme e documentazione inerente la concessione edilizia. Il sindaco ha inoltre smentito tassativamente che sia coinvolto anche un impiegato comunale, la quinta persona denunciata sarebbe infatti un altro proprietario dell'immobile. Dopo un primo controllo effettuato dai carabinieri si era diffusa la notizia che un impiegato potesse essere coinvolto nell’ingarbugliata vicenda dell’abuso edilizio, un manufatto sequestrato in località Magliana. Una notizia smentita dal sindaco.
Al contrario è proprio grazie alla collaborazione tra l'ufficio tecnico del comune di Itri e le forze dell'ordine che in questi mesi, sono stati denunciati diversi abusivi.



Gaetano





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13 febbraio 2009

ITRI, IL BANDO SUL SITO WEB DEL COMUNE

Mercoledì 4 Febbraio 2009
LAtina Oggi


Raccolta differenziata, gara d’appalto al via

di M.S.G.
IGIENE urbana, presto il bando di gara. E’ quanto fa sapere l’amministrazione comunale di Itri che ha pubblicato sul sito istituzionale la disciplinare di gara per l’affidamento del servizio che comprenderà: raccolta differenziata con il sistema del porta a porta di plastica, vetro, banda stagnata e alluminio, carta e cartone, umido e secco.
Servizio di raccolta domiciliare e da territorio di ingombranti e beni durevoli, pile esauste e farmaci scaduti, rifiuti presso aree mercatali e in caso di manifestazioni sagre e feste. E poi ancora mansioni di altro tipo come il pronto intervento il coordinamento e la sorveglianza e la gestione del centro di trasferenza compresa la custodia e la selezione dei rifiuti. Per i servizi appaltati il corrispettivo a base d'asta è fissato in 4.500.000,00 euro (iva esclusa) pari a un costo annuo di 900.000,00 euro comprensivo delle spese per la campagna di sensibilizzazione. Insomma la giunta Agresti tiene il passo con gli impegni presi e si prepara, dopo i nuovi progetti in materia di opere pubbliche a risolvere anche la questione delle differenziata.


Gaetano




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13 febbraio 2009

Itri Autovelox,la soluzione

Il Territorio
Martedì 3 Febbraio 2009
I comuni di Itri e Formia stanno per raggiungere un accordo sulla mega tassa

di I.C.
Qotrebbe arrivare già nei prossimi giorni una buona notizia per gli automobilisti di Itri, Formia, Fondi, Sperlonga e Lenola che negli utlimi mesi si sono visti recapitare montagne di verbali e decurtazioni di punti sulla patente per aver oltrepassato il limite dei 50 km orari nel tratto della via Appia che congiunge Itri a Formia. Ad intrattenere i rapporti diplomatici tra i cittadini indiavolati el’amministrazione formiana è stato l’assessore itrano alla viabilità Mario Petrillo. «Nei prossimi giorni probabilmente vedremo i risultati del lavoro di mediazione ha affermato l’assessore. E’ improbabile che l’autovelox venga eliminato definitivamente, è invece molto probabile che il comune di Formia decida di alzare il limite di velocità dai 50 ai 65 km orari». E Già è qualcosa se si considera che almeno 3 mila sono state le persone multate di recente e quasi mille sono stati i ricorsi presentati da diversi legali della zona contro la gabella autovelox. «Un caso esemplare - prosegue l’assessoreèquello di un cittadino che si è visto recapitare ben 9 multe, con la conseguente decurtazione di 45 punti ( che equivalgono a più di due patenti) e verbali per 1500 euro». E’ davvero l’esasperazione della rigidità istituzionale sulle strade. «E una contraddizione prosegue Petrillo - se si considera che dei due autovelox in questione uno è posizionato in piena curva ed è invisibile, l’altro è collocato a pochi metri dal segnale luminoso, costringendo gli automobilisti a brusce frenate che spesso e volentieri sono causa di spiacevoli tamponamenti». Sarà stata la minaccia di sabotare la campagna elettorale dei formiani a Itri ad ammorbidire le istituzioni?


Gaetano




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1 febbraio 2009

Di male in peggio. SULLA MAFIA NON SI SCHERZA

da "L'Unità

di NANDO DALLA CHIESA

Ha ragione Di Pietro: la mafia vuole il silenzio, pretende l’omertà. Ma non sempre. A volte i suoi avvocati diventano fiumi di retorica in piena. E anche gli intellettuali e i magistrati e i politici che si sono dimostrati nel tempo teneri verso Cosa Nostra sono facondi assai. E pure i boss parlano, come dimostrano le intercettazioni ambientali. Qualche volta perfino dalle gabbie mandano i loro messaggi orali. Perché anche la mafia sa che esiste il tempo del silenzio e il tempo della parola. Così come lo sanno gli antimafiosi. I quali pure usano sia il silenzio sia la parola; solo che lo fanno in modo del tutto incoerente con le attese della mafia.

E dunque tacciono sul lavoro investigativo che compiono o sulle mosse politiche che intendono compiere o sull’articolo di denuncia che intendono scrivere o sul giorno in cui incontreranno il giudice che indaga sui crimini di Cosa Nostra. Mentre parlano nelle scuole, nei comizi, nei libri o nelle sentenze che scrivono. Il silenzio a volte è il massimo della complicità e a volte è il massimo della alterità. Perché quando si hanno in animo scelte difficili non le si comunica prima, così da dare a chiunque le coordinate per attaccare o giocare d’anticipo o inquinare. Perfino i ciarlieri politici di opposizione a volte pregiudicano, per le troppe parole, i risultati che vorrebbero ottenere. Silenzio è vigliaccheria, ma silenzio è anche lucida vigilanza. E’ condiscendenza ma è anche riflessione critica. E’ rinuncia a parlare ma anche premessa di parole pesanti, perché non pronunciate a vanvera.

Un presidente della Repubblica non è un giudice quotidiano, un commentatore fisso dei fatti gravi di un paese. E imporsi un silenzio di fronte alla sua figura può non essere né ignobile né omertoso. Il lodo Alfano è male. Ma il Quirinale messo alla berlina è peggio.

(29 gennaio 2009)

Gaetano




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1 febbraio 2009

Il bersaglio sbagliato del tribuno populista

da "La Repubblica"

Il bersaglio sbagliato del tribuno populista


di MASSIMO GIANNINI

NON è la prima volta che dalla piazza dipietrista si levano voci critiche all'indirizzo del presidente della Repubblica. Ma è la prima volta che il tribuno di quella piazza fa interamente sue quelle critiche. Le condisce di pesanti contestazioni istituzionali. E addirittura le inasprisce di vaghe allusioni criminali.

"Napolitano dorme, l'Italia insorge". Questo recitava lo striscione esposto durante la manifestazione organizzata dall'Idv contro la riforma della giustizia, che ha innescato l'intervento della forza pubblica e il successivo affondo dal palco di Antonio Di Pietro. Più che offensivo, lo slogan è bugiardo. Di fronte alle forzature che il governo Berlusconi sta imprimendo o minacciando al sistema politico e giudiziario, non è vero che "l'Italia insorge". E meno che mai è vero che "Napolitano dorme". Il Capo dello Stato ha esternato più volte, nei limiti che il ruolo gli consente e che la Costituzione gli assegna. Si può discutere sull'intensità e il tono delle sue esternazioni. Ma parlare di "sonno", davvero, è una palese sciocchezza.

Il problema non è lo striscione, ma quello che è venuto dopo. È grave che, nel contestare la rimozione di quel tazebao, Di Pietro accusi il presidente della Repubblica di non esercitare la sua funzione di "arbitro". È grave che, in un crescendo di presunti "addebiti" istituzionali in cui si mescolano i fatti più diversi (dalla criticata promulgazione del Lodo Alfano alla supposta riabilitazione dei terroristi "sapientoni"), Di Pietro si spinga a dire "il silenzio è mafioso".

Ed è persino più grave il comunicato con il quale l'ex pm cerca di ridimensionare l'incidente. Non fa nessuna retromarcia: si limita a chiarire di non aver voluto offendere Napolitano, ma ribadisce, quasi a nome della piazza che rappresenta, di aver esercitato un sacrosanto diritto di "critica politica".

Oltre che oltraggiose, le parole del leader dell'Idv sono pretestuose. Di Pietro, nella sua foga populista, sbaglia totalmente il bersaglio. Lo sbaglia sul piano istituzionale. Nel momento in cui imputa al Quirinale il mancato veto sul Lodo Alfano, cade ancora una volta nella furia giustizialista, e a tratti un po' qualunquista, del girotondismo e del grillismo. L'ultima norma salva-premier è e resta una legge-vergogna, tagliata a misura del Cavaliere. Ma come già accadde con il Lodo Schifani ai tempi di Ciampi, anche il Lodo Alfano ai tempi di Napolitano non appare "manifestamente incostituzionale", e dunque il presidente della Repubblica, Costituzione alla mano, è chiamato alla promulgazione. Sarà la Consulta, nel suo successivo giudizio di merito, a valutarne l'effettiva legittimità.

Ma Di Pietro sbaglia il bersaglio anche sul piano politico. Non ci stancheremo mai di ripetere che queste intemerate di piazza contro il Capo dello Stato, oltre che sfibrare e indebolire il fronte delle opposizioni, rischiano di squilibrare il gioco dialettico tra i poteri, "consegnando" alla maggioranza il Quirinale. È un errore imperdonabile. La "fisarmonica dei poteri presidenziali", come l'ha definita una volta Giuliano Amato, può essere suonata in modo più o meno ampio.

Ma Napolitano, come Ciampi prima di lui, incarna al
meglio la teoria schmittiana del Capo dello Stato come "custode della Costituzione e garante dell'unità statuale". Sarebbe bene che tutti, proprio tutti, rispettassero il suo ruolo di "presidente garante", e non di "presidente governante". Di Pietro, tanto più in un parlamento nel quale la sinistra radicale è scomparsa e la sinistra riformista è confusa, può svolgere un ruolo importante nell'azione di contrasto a questo centrodestra arrogante e autoritario. Purché lo eserciti in modo costruttivo verso i suoi alleati e soprattutto responsabile verso le istituzioni.

Al contrario di quello che sostiene dal palco di Piazza Farnese, il tribuno populista dell'Idv non vuole affatto un "arbitro". Pretende un "giocatore", che ovviamente giochi come piace a lui. In Italia, nonostante gli usi strumentali e gli abusi congiunturali che ha subito, la nostra Costituzione prevede altre regole. Ed è una fortuna che sia così.

(29 gennaio 2009)

Gaetano





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29 gennaio 2009

Torniamo a farci sentire.

Cari amici e cari compagni,

è da molto che avevo intenzione di scrivervi questo articolo, pensato e ripensato, ed è giunto ora il momento di farlo.

Innanzitutto vorrei riconfermare il mio giudizio positivo sull'idea geniale di creare questo blog  da parte di Giovanni Saccoccio, ultimo segretario dei Ds di Itri, che ebbi modo di sottolineare nel mio primo commento a questo blog,  e in cui tutti noi credemmo a tal punto di scriverci con frequenza quasi giornaliera.

Questo blog è stato un luogo virtuale caratterizzato da post bellissimi, ma anche da discussioni, non meno belle, però  dure e particolari, a volte dirette ad interferire nella vita personale di ciascuno, però quasi sempre dirette a criticare costruttivamente e con onestà intellettuale la vita politica locale, nazionale ed internazionale.

Personalmente mi sono sentito parte sensibilmente impegnata e forse la più esposta in questo blog soprattutto a livello morale ed ideologico, al punto di essere intimorito più volte sia dentro che fuori questo luogo virtuale.

Nessuno pensi che questo abbia contribuito a far si che io mi sia calmato, termine da intendere come riduzione di sincerità, ma ciò non ha fatto altro che rafforzare la mia esposizione e le mie posizioni.

Mi dispiace non aver più letto post di Giovanni o di altri ragazzi e ragazze che hanno in precedenza scritto su questo blog, ma dispiace ancor di più percepire  che il progetto del blog stesso sia stato trascurato per non dire abbandonato.

E' comunque mia intenzione riprendere, con frequenza giornaliera o quasi, come ho fatto in precedenza, a scrivere nuovamente sulle questioni politiche, e non solo, sia locali sia nazionali sia internazionali,sperando di riaccendere in tutti noi l'entusiasmo di scrivere  e riportare in questo blog quel momento glorioso in cui in pochi mesi sono stati scritti decine di post e commenti.

Ritorniamo ad avere un luogo virtuale in cui confrontarci, mai dimenticando però dell'importanza fondamentale dei luoghi reali di confronto diretto, che dal punto di vista politico devono essere i partiti, le piazze, le manifestazioni, le riunioni.

Ritorniamo a criticare questo Governo nazionale, e questa giunta comunale, ma anche l'opposizione per il loro operato, a formulare critiche ma anche proposte costruttive, a denunciare le cose che sappiamo, vediamo e sentiamo, a ridarci una identità, una missione e una speranza, sempre che qualcuno non l'abbia già persa.

Gaetano


Scrivere è trascrivere. Anche quando inventa, uno scrittore trascrive storie e cose di cui la vita lo ha reso partecipe: senza certi volti, certi eventi grandi o minimi, certi personaggi, certe luci, certe ombre, certi paesaggi, certi momenti di felicità e disperazione, tante pagine non sarebbero nate.
(C. Magris)

Nulla dies sine linea. “Non lasciar passare neanche un giorno senza scrivere una riga”.
(Plinio il Vecchio)


Gaetano





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18 ottobre 2008

Itri, l’avvio del servizio nei giorni scorsi. Ausiliari in arrivo

Strisce blu, la rivolta

Parcheggi a pagamento e polemiche, scatta la petizione
Le perplessità riguardano l’eliminazione di numerose soste gratuite
di M.S.G.
STRISCE blu, una querelle infinita. Prima i parcheggi a pagamento sembravano essere necessari per regolare il traffico e favorire nuove entrate in comune ma adesso ad Itri il parere di molti cittadini sembra essere cambiato. Sembrerebbe infatti che nei giorni scorsi sia stata avviata una raccolta firme per polemizzare con la gestione delle strisce blu.
Troppe nel centro, quasi inesistenti in periferia, eccessive anche per quanto riguarderebbe la normativa vigente rispetto anche alle strisce bianche. Secondo alcuni residenti, infatti la proporzione tra parcheggi a pagamento e soste gratuite non sarebbe stata rispettata.
Sembrerebbe inoltre che nei giorni scorsi siano state cancellate in gran fretta alcune strisce tracciate in prossimità degli stop, dopo prima venivano effettuate sanzioni. E mentre una delle due macchinette erogatrici di biglietti in piazza Incoronazione stampava ticket con la data sbagliata, si sollevano altre critiche per i criteri adottati in questi giorni nei controlli degli abbonamenti. Troppo fiscali nei confronti di cittadini che ancora non hanno ben preso dimestichezza con il nuovo sistema dei parcheggi. Per ora infatti gli ausiliari del traffico non sono ancora stati nominati anche se, almeno in teoria, dovrebbero iniziare a lavorare lunedì. Una presenza necessaria visto che, il personale della ditta che ha vinto l’appalto dei parcheggi si occuperebbe solo di controlli inerenti gli abbonamenti. Ma veniamo agli orari: dal 30 ottobre al primo aprile, le soste si pagano dalle 8 alle 13 e dalle 16 alle 20. Dal primo maggio al 30 settembre dalle 8 alle 13 e dalle 17 alle 22.
Il costo dell’abbonamento annuale per i residenti è di 20 euro per i non residenti, invece le condizioni cambiano in base al domicilio ed anche alla professione con abbonamenti annuali che possono andare dai 60 agli 80 euro oppure mensili dai 10 a i 30 euro o settimanali da 15 euro. Tuttavia, gli abbonamenti non sono validi per tutte le zone, divise nel settore 1 e nel settore 2. Nel primo settore, infatti non sono validi abbonamenti e si fa riferimento ad un’area che comprende le piazze Annunziata, Incoronazione, Umberto I e IV Novembre, largo Marconi e le vie Farnese, fino al bivio via Don Morosini, Ernesto Iallonghi, R.Gigante, Beato Paolo D’aRezzo e Muro Torto. Insomma una bella fetta di centro in cui si pagheranno i biglietti.


Gaetano




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18 ottobre 2008

Ieri mattina l’impresa ha chiuso «cautelativamente» il cantiere in via Madonna della Grazie

Effetto Frattasi. Stop ai lavori di «riconversione»

di Giovanni Stravato

URBANISTICA «creativa», ora sono gli stessi costruttori a sospendere i lavori in attesa che passi la bufera in Comune. È accaduto ieri mattina in via Madonna delle Grazie, dove un’impresa sta realizzando una trentina di appartamenti in luogo di un vecchio capannone industriale. L’autorizzazione a realizzare il progetto di «riconversione» concessa dal Comune era finita nei mesi scorsi nel mirino della commissione d’accesso e poi nella relazione che quest’ultima ha consegnato al prefetto Frattasi. La commissione ha notato come il soggetto che ha richiesto l’autorizzazione non vantasse titolo di proprietà dell’area. Lo stesso soggetto avrebbe poi chiesto al settore urbanistica del Comune di intestare il permesso a costruire a una ditta a lui estranea. Una procedura quanto meno anomala che non è sfuggita alla lente degli ispettori della commissione d’accesso. Gli accertamenti effettuati hanno sortito, intanto, un primo effetto: ieri mattina l’impresa costruttrice ha sospeso i lavori con una sorta di provvedimento in autotutela al contrario. Per quanto non vi siano comunicazioni ufficiali, tutto lascia pensare che i lavori riprenderanno solo quando saranno definite la questione specifica e le sorti del Consiglio comunale in carica.


Gaetano




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18 ottobre 2008

COME IN UNA SLOT MACHINE


La trappola degli interessi

COMPLESSIVAMENTE gli enti locali che oggi sono titolari di contratti di finanza derivata sono 8000, quasi tutti i Comuni, le Province, le Regioni.... Ci sono stati amministratori più prudenti (o più spaventati) che hanno firmato prevedendo una parte di interessi a tasso fisso, ma è la quota variabile che ora è diventata «una variabile impazzita», nel senso originario del termine. Esiste in realtà un gap di fondo: quando le amministrazioni hanno accettato le offerte allettanti delle banche avrebbero potuto, probabilmente dovuto, procedere in via preliminare con una consulenza tecnica sul rischio effettivo del contratto swap.
Consulenza che in molti casi è stata fatta, ma dagli stessi promotori finanziari che poi hanno stipulato il contratto. Di qui la mancanza di chiarezza su alcune clausole fondamentali, tipo il rischio legato gli investimenti esteri.
La sola Banca Nazionale del Lavoro ha rastrellato in provincia di Latina una sfilza di accordi finanziari di questo tipo, che ora stanno per andare in scadenza. Ossia stanno per rivelare il loro vero volto.


Il debito nascosto
Itri ha un contratto swap da 7 milioni, e ora sono guai

Il sindaco incarica due legali e chiede la rescissione alla Bnl, ma potrebbe essere troppo tardi
di Graziella Di Mambro
L’avvocato Sisto Manzi allarga le braccia e dice testualmente: «Temo che non hanno capito cosa avevano di fronte; non si sono resi conto che avevano davanti un contratto altamente speculativo». E’ così che il Comune di Itri si è messo nei guai fino al collo con contratti swap stipulati con la Bnl.
«Ridente cittadina», come si diceva una volta, di circa novemila abitanti; negli ultimi dieci anni ha vissuto uno sviluppo urbanistico strepitoso e accumulato una montagna di abusi edilizi mentre (quasi) ne sventrava un’altra, quella vera su cui poggia per far posto, appunto, a una miriade di villette più o meno autorizzate. Ma non è questo che oggi rischia di mettere nei pasticci il Comune di Itri. Bensì, appunto, la finanza spericolata avviata con Bnl. Per capire: è come se da un giorno all’altro il sindaco di Itri, il ragioniere capo e il segretario generale dell’ente si fossero messi a giocare d’azzardo con i soldi del bilancio. Il disastro dei mercati di questi giorni è la slot machine. E i titolari di contratti swap sono gli sfortunati illusi della grande giostra della finanza speculativa.
Il primo contratto su prodotti di finanza derivata viene stipulato nel 2001 e poi chiuso.
L’operazione va bene e l’amministrazione guadagna anche perché realizza una somma in liquidità immediata.
Sembrava troppo bello per essere vero. L’idea di poter archiviare i pensieri legati al pagamento degli interessi su debiti presso la Cassa Depositi e Prestiti era troppo allettante per lasciarsela scappare.
Perché è questo il motivo che ha spinto il Comune di Itri a fare nel 2007 un secondo contratto. Quello con cui Bnl ha rinegoziato col Comune tutti i debiti aperti con Cassa Depositi e Prestiti e li ha trasferiti su un contratto che oggi l’avvocato Manzi definisce di «alta finanza speculativa». Il consulente di Bnl fu molto convincente; fu lui stesso a dire al Comune che si poteva estinguere il debito, suggerì in che modo e poi fece anche il contratto, con se stesso (cioè con la banca che rappresentava). Emerge nitidamente un lieve conflitto di interessi.
Ma ormai è andata. L’ultimo contratto swap ha assicurato subito al Comune circa 150mila euro di liquidità. Insomma solo ristrutturando il debito ha fatto cassa, scaricando la restituzione del debito medesimo a lungo termine, fino al 2034 per l’esattezza ma a condizioni che solo adesso si cominciano a vedere con un po’ di chiarezza. Il contratto parte da un indebitamento di sette milioni di euro, ma secondo una perizia fatta a giugno scorso sulla base di quello che era allora l’andamento dei mercati finanziari, il Comune doveva pagare in aggiunta una forbice complessiva di interessi variabile tra i 600mila e gli 800mila euro. Adesso questa cifra è ulteriormente salita o perlomeno è al massimo di quanto previsto a giugno.
Il problema principale è comunque un altro: come uscirne. Il sindaco, Giovanni Agresti, ha dato mandato all’avvocato Manzi e al suo collega Antonio Fragiorgio, perché ottengano la rescissione del contratto con Bnl per violazione delle leggi di settore. E perché è «stata prospettata una situazione diversa da quella reale... è stato stipulato un contratto qualificandolo in modo diverso da quello che è...». Un ravvedimento tardivo, che è sempre meglio di niente. La Bnl ha sessanta giorni per rispondere alla citazione davanti al Tribunale di Roma e il termine non è ancora scaduto. La ragioneria del Comune di Itri deve pagare la prima rata per la restituzione del debito a gennaio 2009. E non ne ha la disponibilità.
Non nella cifra che si prevede.
Perciò in Municipio sono accigliati e si lasciano (pur malvolentieri) giudicare degli incompetenti ingenui caduti nel turbinio della finanza fantasiosa tutta carta e niente sostanza. Se tutto dovesse andare male, se cioè Bnl, dovesse rispondere picche e passare alla riscossione, gli effetti negativi cadrebbero inevitabilmente sugli ignari cittadini e le loro future tasse locali. Ma l’avvocato Manzi non crede a questa apocalisse. «Perché le banche ci devono spiegare alcune cosine. Per esempio come mai sono state consulenti prima e contraenti poi o perché non hanno spiegato esattamente il tipo di prodotto finanziario con il quale hanno rinegoziato il debito pubblico». No, Itri non dovrà impegnare il suo splendido Castello per pagare ma chiedere un occhio di riguardo al Santuario della Civita che domina il paese da lassù, questo forse sì.



Gaetano




permalink | inviato da itridemocratica il 18/10/2008 alle 21:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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